LPP Secondo Pilastro

LPP: innanzitutto cosa significa?

La LPP è la Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. La LPP stabilisce quali soggetti devono essere obbligatoriamente assicurati e in che modo.


Cos'è una prestazione di libero passaggio?

La prestazione di libero passaggio rappresenta l’avere di vecchiaia accantonato presso la cassa pensioni. Da ogni salario mensile vengono detratti contributi per la previdenza professionale, mentre il datore di lavoro vi aggiunge minimo lo stesso importo.

Se gli assicurati lasciano l'istituto di previdenza prima che si verifichi un caso previdenziale (vecchiaia, decesso o invalidità), hanno diritto a percepire la prestazione d'uscita. In questo caso si parla di libero passaggio.

Il caso di libero passaggio può verificarsi sia quando un assicurato cambia posto di lavoro che quando non inizia una nuova attività subito dopo essere uscito dall'istituto di previdenza.

Nel primo caso, l'istituto di previdenza precedente versa la prestazione di uscita all'istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro.

Nel secondo caso, la persona assicurata deve comunicare all'istituto di previdenza a quale istituto di libero passaggio deve essere versata la prestazione d'uscita.

L'assicurato può scegliere fra un conto di libero passaggio a suo nome presso una fondazione bancaria e una polizza di libero passaggio a suo favore presso una compagnia di assicurazioni.

La protezione previdenziale della persona assicurata viene così mantenuta in quanto questo capitale le viene versato in contante esclusivamente a determinate condizioni. 

Se la persona assicurata non comunica all'istituto di previdenza dove deve essere versata la prestazione d'uscita, quest'ultimo deve versarla all'istituto collettore entro 2 anni da quando si è verificato il caso di libero passaggio. 

Gli assicurati che desiderano ritrovare averi dimenticati presso istituti di previdenza professionale possono rivolgersi all'Ufficio centrale del secondo pilastro, che comunicherà loro presso quali istituti potrebbero essere gestiti i loro averi previdenziali o i loro conti o polizze di libero passaggio.

A questo scopo gli istituti di previdenza e quelli di libero passaggio sono tenuti a notificare ogni anno all'Ufficio centrale del secondo pilastro se gestiscono capitali previdenziali senza fornire comunicazioni agli aventi diritto. 

Se la persona assicurata perde il lavoro, resta comunque assicurata obbligatoriamente nella previdenza professionale per i rischi di decesso e invalidità, a condizione che, dopo un periodo di attesa pari solitamente a 5 giorni, percepisca indennità giornaliere o indennità della cassa per la disoccupazione e che il reddito giornaliero superi i 81,20 franchi.

I premi di questa previdenza vengono assunti metà ciascuno dalle persone disoccupate e dalla cassa per la disoccupazione. Questa assicurazione viene gestita dall'istituto collettore. Chi, in conformità al regolamento del suo ultimo istituto di previdenza, si è assicurato facoltativamente, perché non ha trovato un nuovo posto di lavoro, può rinunciare a questa protezione previdenziale.  


Assicurazione obbligatoria dei lavoratori

La LPP obbligatoria vale per tutti i lavoratori già assicurati nel 1° pilastro che guadagnano almeno 21'330 franchi (21'150 franchi fino al 2019). È questo il limite minimo per poter accedere alla previdenza professionale obbligatoria.

Il limite corrisponde a 3/4 della rendita di vecchiaia AVS massima.

L'assicurazione obbligatoria ha inizio il primo giorno del rapporto di lavoro, ma non prima di aver compiuto i 17 anni. In un primo momento, fino ai 24 anni compiuti, i contributi coprono unicamente i rischi di decesso e invalidità. Dopo i 25 anni, ha inizio anche il risparmio per la rendita di vecchiaia. 

Vari gruppi di persone non sono assoggettati alla previdenza professionale obbligatoria. Ad esempio, i lavoratori autonomi, i lavoratori con un contratto di lavoro a tempo determinato di al massimo tre mesi, i membri di una famiglia che lavorano nella propria azienda agricola oppure le persone che, ai sensi dell'AI, sono invalide per almeno 70 %.

In alcuni casi, però, anche le persone appartenenti a queste categorie possono aderire facoltativamente all'assicurazione previdenziale minima.

Obbligo previdenziale del datore di lavoro   

Il datore di lavoro dev'essere affiliato ad un istituto di previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale.

Se non è ancora affiliato ad un istituto di previdenza, il datore di lavoro ne sceglie uno d’intesa con il suo personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori.

L’affiliazione ha effetto retroattivo e lo scioglimento dell’affiliazione e la riaffiliazione a un nuovo istituto di previdenza da parte del datore di lavoro avviene d’intesa con il personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori.

Previdenza per la vecchiaia LPP

La previdenza per la vecchiaia del secondo pilastro è basata su un processo di risparmio individuale che ha inizio a partire dal 25° anno d'età a condizione però che il reddito lavorativo annuale superi il minimo richiesto di 21'330 franchi (21'150 franchi fino al 2019).

Il processo di risparmio cessa al raggiungimento dell'età pensionabile.

L'avere di vecchiaia risparmiato nel corso degli anni sul conto individuale degli assicurati serve a finanziare la rendita di vecchiaia. Il capitale disponibile è convertito nella rendita di vecchiaia annua in base a un fattore di conversione del 6,8% per gli uomini e per le donne .

Nella LPP (come nel 1° pilastro) le prestazioni di vecchiaia possono essere percepite anche prima di aver raggiunto l'età ordinaria di pensionamento. L'età minima per il pensionamento anticipato è fissata a 58 anni. In questi casi le prestazioni di vecchiaia sono ridotte, in quanto l'avere di vecchiaia accumulato è incompleto e viene quindi convertito in una rendita di vecchiaia secondo un'aliquota di conversione inferiore. L'assicurato può anche chiedere che un quarto del suo avere di vecchiaia gli venga versato sotto forma di prestazione in capitale.

Nel suo regolamento l'istituto di previdenza può anche prevedere che tutte le prestazioni di vecchiaia, per i superstiti o d'invalidità possano, su richiesta dell'avente diritto, essere versate sotto forma di capitale anche se l'importo supera il quarto dell'avere di vecchiaia.

La persona assicurata deve rispettare il termine fissato dall'istituto di previdenza per la richiesta di una prestazione in capitale. Il capitale risparmiato per le prestazioni di vecchiaia è definito avere di vecchiaia ed è la somma degli accrediti di vecchiaia annuali e dei relativi interessi.

L'ammontare degli accrediti di vecchiaia è fissato in percentuale rispetto al salario coordinato e varia in funzione dell'età e del sesso degli assicurati. 


In caso di decesso

Il coniuge superstite (uomo o donna) che deve occuparsi del mantenimento del/i figli/o o che ha almeno 45 anni e il cui matrimonio è durato almeno cinque anni ha diritto a una rendita per coniuge superstite.

Se il coniuge superstite non soddisfa queste condizioni, riceve un versamento unico pari a tre rendite annuali.

Il diritto a una rendita del coniuge superstite si estingue con il passaggio a nuove nozze. 

Anche il coniuge divorziato ha diritto a una rendita per superstiti dopo il decesso dell'ex coniuge, purché il matrimonio sia durato almeno 10 anni e ,in virtù della sentenza di divorzio, il coniuge divorziato superstite abbia beneficiato di una rendita o di un'indennità in capitale invece che di una rendita vitalizia. 

La rendita dei superstiti non può inoltre superare la pensione alimentare, in virtù della sentenza di divorzio. I partner registrati sono equiparati alle persone sposate o, in caso di scioglimento giudiziale dell'unione, divorziate.

La persona assicurata può designare quale beneficiario di prestazione per i superstiti il suo o la sua partner non sposato/a o non registrato/a, se i partner, prima del decesso, hanno convissuto per 5 anni o se hanno dovuto provvedere al mantenimento di figli comuni.

In caso d'invalidità

In caso d'invalidità conseguente ad infortunio o malattia ai sensi dell'assicurazione per l'invalidità la cassa pensioni versa una rendita d'invalidità e, se del caso, una rendita per figli.

Queste rendite continuano ad essere versate anche dopo il raggiungimento dell'età pensionabile. 

Per determinare la rendita d'invalidità, si calcola l'avere di vecchiaia in proiezione, ovvero: all'avere di vecchiaia che è stato risparmiato fino al momento dell'insorgere del caso previdenziale vengono sommati gli accrediti di vecchiaia futuri ipotetici senza interessi.


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