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A che età andró in pensione in Italia?

Ho lavorato qualche anno in Italia, come faró ad andare in pensione ora che lavoro in Svizzera?

Contributi AVS ed INPS, come funziona?

A queste ed altre domande in relazione alla pensione italiana cerchiamo di darvi una risposta, considerando gli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera e le differenze nei due sistemi di previdenza sociale. Qui di seguito vi parleremo delle modalità di pensionamento in Italia.


Negli ultimi anni si sono susseguite modifiche legislative che hanno cambiato i requisiti e le età per andare in pensione.

L'esigenza di fondo è ovviamente quelle di risparmiare sulla spesa previdenziale che è uno dei capitoli piu pesanti per il bilancio pubblico (Nel 2019 raggiunge il 14,1% del PIL complessivo e tra il 2021 e il 2022, la spesa per pensioni passerà da 295,5 miliardi a 304 miliardi ).

La situazione si è particolarmente aggravata negli ultimi anni per l'andamento demografico che vede da una parte l' invecchiamento della popolazione dovuto all'aumento della vita media (o meglio speranza di vita) e contemporaneamente una forte denatalità per cui le giovani generazioni, che pagano i contributi per pagare le pensioni, sono sempre meno numerose e per la crisi dell' occupazione, versano sempre meno.

Le principali riforme previdenziali recenti sono:

la legge Fornero che ha sancito il passaggio definitivo al sistema contributivo e ha codificato il meccanismo che lega l'aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia e ha eliminato la pensione di anzianità (quella con 40 anni di contributi a qualsiasi età).
introduzione dell'APE anticipo pensionistico a 63 anni con un prestito bancario agevolato , garantito anche gratuitamente ad alcune categorie (APE SOCIALE) e della RITA , la possibilità di anticipare la fruizione di quanto versato alla Previdenza complementare.
Il Decreto Legge su Quota 100 è entrato in vigore il 29 gennaio 2019, reintroduce un pensionamento anticipato per gli iscritti alle gestioni INPS con 62 anni di età e 38 di contributi. Il decreto , pur andando in direzione opposta rispetto al contenimento della spesa, non modifica il sistema di calcolo quindi l'uscita produce un assegno piu basso di quanto sarebbe al momento della pensione di vecchiaia, a causa dei minori contributi versati.
Va ricordato dunque che oggi il sistema prevede :

La pensione di vecchiaia cui hanno diritto tutti i lavoratori assicurati con la previdenza obbligatoria e che all'età stabilita per legge (67 anni dal 2019 al 2022, ma che aumenterà progressivamente se aumenta la speranza di vita) abbiano un' anzianità contributiva di almeno 20 anni.
svariate modalità di pensionamento anticipato rispetto all'età della pensione di vecchiaia (Pensione anticipata della legge Fornero, APE volontario o sociale, Isopensione, Quota 100, pensione anticipata per mansioni usuranti e per i lavoratori precoci, ecc.) che vedremo in dettaglio piu avanti.
1) Età e requisiti per la pensione di vecchiaia fino a fine 2022
2) L'adeguamento alla speranza di vita con la legge di stabilità 2019
3) Età pensione anticipata ordinaria, Isopensione, APE , Precoci
4) Pensionamento anticipato lavoratori con mansioni usuranti o gravose
5) La pensione anticipata con Opzione Donna e Quota 100
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Vedi qui la disciplina 2018 per i lavori usuranti e gravosi . Su Quota 100 leggi anche "Quota100: cos'è,chi resta escluso, quanto si perde"

Segui sempre il Dossier gratuito Quota 100 e novità pensioni 2019 per restare aggiornato su tutte le novità della previdenza.

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Età e requisiti per la pensione di vecchiaia fino a fine 2022
Qual è l'età prevista oggi dalla legge per la pensione di vecchiaia?

Dal 2019 l'età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie.

Nel decreto ministeriale del 5.11.2019 è stata confermata l'età di 67 anni anche per il biennio 2021-2022, a seguito dei rilevamenti ISTAT che non hanno registrato un incremento della speranza di vita.

Il requisito dei 67 anni resterà valido anche per ottenere l’assegno sociale fino a tutto il 2022.

Al requisito anagrafico si aggiunge il requisito contributivo di 20 anni: per raggiungerlo sono validi i contributi lavorativi e quelli versati per:

riscatti di laurea,
accrediti gratuiti del servizio militare ,
contribuzione figurativa correlata alla indennità di disoccupazione Naspi
maternità.
A seguito dell'introduzione del cumulo contributivo gratuito (legge 232/2016), i 20 anni possono essere raggiunti sommando contributi versati in tutte le gestioni Inps o anche presso Casse professionali , purche in periodi non coincidenti. Rientrano anche i contributi accantonati in un altro Paese della UE o anche extra Ue, se è presente una convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale .

Vediamo nella tabella seguente i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia fino al 2021:

REQUISITI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA ORDINARIA

con requisito contributivo 20 anni

dipendenti pubblici

dipendenti privati

lavoratori autonomi

lavoratrici settore privato

lavoratrici autonome

2017

66 e 7 mesi

66 anni e 7 e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

65 anni e 7 mesi

66 anni e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

2019

67

67

67

67

67

2020

67

67

67

67

67

2021

67 anni

67 anni

67 anni

67 anni

67 anni

2022

67 anni 67 anni 67 anni 67 anni 67 anni
Sono ancora valide alcune deroghe per alcune categorie di lavoratori previste dalla legge Amato (decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503; n. Circolare INPS n. 16/2013) per i quali sono sufficienti 15 anni di contributi versati.

E' prevista anche una pensione di vecchiaia con solo 5 anni di contributi effettivamente versati , non precedenti il 1996 (esclusi i figurativi) che si raggiunge nel 2019 e 2020 a 70 anni:

NOTA BENE : I lavoratori che non hanno contributi prima del 1996 per potere andare in pensione a 67 anni, devono anche avere un valore dell’assegno lordo mensile pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (per il 2019 pari a 458 euro).

REQUISITI ANAGRAFICI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA

con requisito contributivo 5 anni (solo contributi versati dopo il 1995)

uomini

donne

2018

70 anni e 7 mesi

70 e 7 mesi

2019

71 anni

71 anni

2020

71 anni

71 anni

2021

71 e 3 mesi

71 e 3 mesi

L'adeguamento alla speranza di vita con la legge di stabilità 2019
Come detto, il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e perfezionato dalla riforma Monti-Fornero del 2011, sulla base dell’ innalzamento della vita media della popolazione italiana, per arginare i costi sempre piu alti delle pensioni.

Prevede che il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT che definiscono la speranza di vita delle successive generazioni, con la modifica dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento è stato nel 2013 ( pari a 3 mesi). La Legge di Bilancio 2018 ha modificato il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

- che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento, rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;

- che gli adeguamenti (a decorrere da quello operante dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi (con recupero dell'eventuale misura eccedente in occasione dell'adeguamento o degli adeguamenti successivi);

- che eventuali variazioni negative devono essere recuperate in occasione degli adeguamenti successivi (mediante compensazione con gli incrementi che deriverebbero da tali adeguamenti);

- l’esclusione dall'adeguamento all'incremento della speranza di vita per la pensione di vecchiaia e pensionamento anticipato, per specifiche categorie di lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS ex articolo 2, comma 26, della L. 335/1995 , cioè addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose, svolte per piu di 6 anni negli ultimi 7 (o 7 su dieci) , con anzianita contributiva di 30 anni.

Età pensione anticipata ordinaria, Isopensione, APE , Precoci
Vediamo ora le principali modalita di pensionamento anticipato attualmente in vigore:

PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA, a qualsiasi età; è riservata ai lavoratori iscritti alle gestioni INPS e richiede nel 2019:
• 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini (2227 settimane)
• 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne (2175 settimane)


Va ricordato che il DL 4 2019 ha previsto una finestra mobile di tre mesi tra il momento della maturazione del requisito e la decorrenza, ovvero il momento in cui si percepisce effettivamente l'assegno di pensione.

REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

lavoratori con contributi versati sia prima che dopo il 1995 - sistema di calcolo misto o contributivo

lavoratori

lavoratrici

2017

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

DAL 2019 AL 2026

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

ISOPENSIONE: è fruibile nelle grandi aziende (con piu di 15 dipendenti) interessate ad anticipare la pensione di una parte del personale, per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia nei 7 anni successivi, cioe con 7 anni di anticipo rispetto all'età per la pensione di vecchiaia .

E' necessario un accordo di esodo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La norma si applica nel triennio 2018-2020 con il limite dei 7 anni e dal 2021 si tornerà alla formulazione originaria della legge Fornero, che prevedeva un massimo di 4 anni mancanti.

E' una modalità costosa per i datori di lavoro a cui è richiesto il versamento dell'assegno pensionistico e dei contributi mancanti fino al raggiungimento dell'età per la pensione.

APE VOLONTARIO (NON PIU IN VIGORE): si poteva richiedere fino al 31.12.2019 , avendo già compiuto 63 anni, e con meno di 3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile, avendo 20 anni almeno di contributi. Prevedeva un prestito garantito dalla pensione da restituire nei 20 anni successivi tramite una decurtazione sull'assegno pensionistico. Il costo per il lavoratore risultava dimezzato grazie un corrispondente credito di imposta.


APE SOCIALE: E' una possibilità di anticipo pensionistico riservata a lavoratori del cd. categorie deboli: disoccupati, disabili o che assistono parenti di primo o secondo grado con disabilità o gravi patologie invalidanti, lavoratori precoci o addetti a mansioni gravose.Gli altri requisiti sono : 63 anni compiuti, almeno 30/36 di contributi .

Si riceve una indennità INPS, pari al massimo a 3 volte l'assegno sociale, fino al momento della pensione di vecchiaia.

Questa misura è stata confermata dalla nuova legge di bilancio 160 2019 anche per il 2020.

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI CD "PRECOCI" (con almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età): a qualsiasi età ma con 41 anni di contributi versati. Devono pero trovarsi anche in una delle seguenti condizioni:

stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale
invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle competenti commissioni mediche
assistenza, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap ( legge 5 febbraio 1992, n. 104), ovvero anche di secondo grado, se convivente e se i genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni oppure siano deceduti o affetti da patologie invalidanti;
svolgimento di attività particolarmente faticose e pesanti (d.lgs n. 67/2011) o gravose (per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa ( v. paragafo seguente)
Pensionamento anticipato lavoratori con mansioni usuranti o gravose
PENSIONE ANZIANITA' LAVORI USURANTI

Per i lavoratori addetti a mansioni usuranti o gravose e pesanti definite dal d.lgs n. 67 2011 e dalla legge di stabilità 2018, resta ancora in vigore il sistema delle Quote, come da schemi seguenti :
Lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti per almeno 78 giorni/notti in un anno:

dipendenti

quota 97,6 e

età minima 61 anni e 7 mesi

autonomi (o con versamenti in entrambe le gestioni)

quota 98,6

età minima 62 anni e 7 mesi

servono in ogni caso 35 anni di contributi versati;

Lavoratori notturni a turni, con un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

dipendenti

quota 98,6 e

età minima 62 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

quota 99,6

età minima di 63 anni e 7 mesi

servono in ogni caso 35 anni di contributi versati;

Lavoratori notturni a turni con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

dipendenti

quota 99,6 e

età minima 63 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

quota 100,6

età minima 64 anni e 7 mesi

servono in ogni caso 35 anni di contributi versati;

NOTA BENE: Questi requisiti restano validi fino al 31.12.2026, infatti la legge di stabilità 2019 del Governo Conte ha sospeso, per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della speranza di vita (V. circolare INPS n. 126 del 28 dicembre 2018).

Inoltre:

la Legge di stabilità 2017 ha eliminato la la cd."finestra" di accesso di 12-18 mesi
La Legge di Bilancio 2018 ha stabilito che per la pensione anticipata dei dipendenti che svolgano lavoro notturno per meno di 78 giorni l'anno impiegati nell'industria su turni di 12 ore, i giorni lavorativi effettivamente svolti sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5.
La legge di stabilità 2019 ha reintrodotto una finestra di accesso di tre mesi per i lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019 (dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa cd. finestra).
La pensione anticipata con Opzione Donna e Quota 100
OPZIONE DONNA

E' una possibilità riservata alle lavoratrici introdotta dalla legge 243 2004 in via sperimentale , di andare in pensione con il sistema di calcolo contributivo con 35 anni di contribuzione (con esclusione dei contributivi figurativi) a:

57 anni per le lavoratrici dipendenti e
58 anni per le lavoratrici autonome.
Inoltre la decorrenza dell'assegno veniva posticipata di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 per le autonome. E' stata poi prorogata dalla legge 232/ 2016 per il 2017 e 2018 e dal decreto legge 4/2019 per il 2019.

Anche la legge di bilancio 2020 (L.160 2019) ha prorogato nuovamente la durata dell'agevolazione . Si riconferma la finestra di accesso 12/18 mesi prima dell'erogazione dell'assegno pensionistico.

Opzione donna ( accesso a pensione anticipata con calcolo contributivo)

Requisito età da raggiungere entro il 31.12.2019:

lavoratrici dipendenti

58 anni

lavoratrici autonome

59 anni

QUOTA 100

E' la misura sperimentale in vigore SOLO per il triennio 2019-2021 introdotta dal Decreto legge 4 2019 .

Prevede l’uscita anticipata al raggiungimento di quota 100 some somma di 62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva. E' riservata agli iscritti alle Gestioni INPS del settore sia pubblico che privato.

Sono previste finestre mobili di posticipo della decorrenza di 3 mesi per i dipendenti di aziende private e di 6 mesi per i dipendenti del pubblico impiego rispetto al momento della maturazione dei requisiti.

La misura è molto discussa per il peso economico sulle casse INPS e la piccola porzione di lavoratori interessati (serve una carriera lavorativa molto stabile, infatti è stata richista soprattutto da lavoratori pubblici) . Parte dell'odierna maggioranza ritiene che sarebbe da eliminare o modificare per utilizzare le risorse già stanziate per categorie piu svantaggiate, come i lavoratori addetti a mansioni usuranti.


 

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